Una nostra giovanissima paziente ha incontrato alcuni protagonisti di Braccialetti Rossi al teatro Duse di Bologna ed ha rilasciato un’intervista al Resto del carlino per raccontare la sua storia.

Una nostra giovanissima paziente ha incontrato alcuni protagonisti di Braccialetti Rossi al teatro Duse di Bologna ed ha rilasciato un’intervista al Resto del carlino per raccontare la sua storia.

Braccialetti rossi, Anna Sangiorgi sul palco con il cast al Duse

Anna Sangiorgi, 15 anni, incontra al teatro Duse di Bologna alcuni protagonisti di Braccialetti rossi.

Bologna, 15 gennaio 2019 – «Curarsi diventa più facile se ci sono attorno persone sorridenti e tanti amici. Per questo, io e i miei compagni di viaggio dell’ospedale, ci siamo riconosciuti nelle storie televisive di Braccialetti rossi e mercoledì sera finalmente incontreremo al Duse alcuni protagonisti della fiction». Anna Sangiorgi, 15 anni, spiega così, con semplicità, il modo in cui è riuscita ad affrontare un percorso lungo e difficile iniziato poco più di un anno fa: la lotta contro il sarcoma di Ewing.

Come hai vissuto i momenti più duri?

«Mi sono messa a piangere quando mi hanno detto che sarei rimasta senza capelli, anche se poi ho capito che non era importante, oppure nel momento in cui le cure non andavano bene, ma lì c’era il medico che mi seguiva, Riccardo Masetti, che mi ha abbracciato a lungo, è rimasto con me per oltre un’ora, non lo dimenticherò mai».

Domani, sul palco del Duse, indosserai un cappellino?

«No, starò così, senza niente, non mi vergogno – risponde sicura –, anche se quando esco indosso una cuffia per non sentire freddo. L’obiettivo è sempre stato la guarigione. Dopo l’intervento chirurgico al Rizzoli e poi il trapianto di cellule staminali al Sant’Orsola, mi sono molto preoccupata: è stata dura dal punto di vista fisico, pensavo di non riuscire a venirne fuori, ma alla fine è andato tutto bene. I capelli ricresceranno. L’ultimo ciclo di chemio l’ho terminato lo scorso novembre».

Dove hai trovato la forza durante i lunghi ricoveri?

«Sono stati fondamentali gli amici. Quando sono entrata all’oncoematologia pediatrica del Sant’Orsola non mi aspettavo di fare amicizia lì dentro. Invece, con altri tre ragazzi abbiamo formato un gruppetto unito e soprattutto con una ragazza di 18 anni ora ci vediamo anche fuori dall’ospedale. È stata lei, che ha avuto la mia stessa malattia, a trasmettermi serenità. La vedevo sempre con il sorriso e ho pensato che potevo farcela anche io, così era più facile curarsi. E poi la presenza dei miei amici e di Maria, esterna all’ospedale: è con lei che abbiamo avuto l’idea di contattare gli attori di Braccialetti rossi, poi lei ne ha parlato con suo nonno, Francesco Bernardi, il presidente di ‘Incontri esistenziali’, e domani saremo tutti a teatro».

Che cosa chiederete agli attori?

«In che modo sono stati coinvolti e che cosa ha lasciato loro questa esperienza».

Quando tornerai a scuola?

«È ancora presto per rientrare in aula, all’Istituto agrario di Imola, verranno degli insegnanti a casa dai prossimi giorni. E ci vorrà un po’ di tempo anche per tornare a cavallo».

L’equitazione è il tuo sport preferito?

«Sì. Prima delle cure facevo agonismo, sono arrivata terza ai campionati regionali di dressage nel 2015».

Hai ripreso ad andare a cavallo?

«Finora ho fatto solo una passeggiata con la mia Sheeva».

Come immagini il tuo futuro?

«Spero di avere un giorno una famiglia numerosa come la mia, ho quattro fratelli tutti più grandi me. Appena i medici mi hanno proposto il prelievo di tessuto ovarico da crioconservare, per preservare la fertilità, ho risposto subito di sì».

https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/braccialetti-rossi-1.4391821



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