IL RESTO DEL CARLINO

SANT’ORSOLA

Sarà mamma dopo il tumore grazie al tessuto ovarico crioconservato «la chiamerò Sofia»
«SE SARÀ una bambina la chiamerò Sofia, il nome più gettonato di questo periodo. Sono contenta per la gravidanza, ma sono anche scaramantica e non vorrei ancora entusiasmarmi troppo dopo quello che ho passato. Speriamo che vada tutto bene».
Così la donna di 34 anni, alla sesta settimana, rimasta incinta spontaneamente dopo essere guarita da un tumore, il linfoma non Hodgkin. Si tratta del primo caso in Italia, avvenuto al Sant’Orsola: nel 2012, prima di sottoporsi a trattamenti chemio e radioterapico e al trapianto di midollo osseo, ha scelto di crioconservare parte del proprio tessuto ovarico nel Laboratorio di crioconservazione di tessuto ovarico e colture cellulari, diretto da Raffaella Fabbri. «Abbiamo reimpiantato il tessuto ovarico per via laparoscopica nella zona ovarica e sotto la cute della pancia», spiega Renato Seracchioli, direttore dell’unità operativa di Ginecologia e fisiopatologia della riproduzione umana. Antonella Messori, direttore generale del Policlinico, ha presentato il caso con «orgoglio».
Nella foto: da sinistra, Raffaella Fabbri, Renato Seracchioli e Antonella Messori



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